Perché l’incontro a Washington tra Trump e Modi apre nuove prospettive e sfide per l’India
Il 13 febbraio, il Primo Ministro Indiano ha incontrato alla Casa Bianca Donald Trump. Modi è stato uno dei primi leader mondiali a incontrare Trump a pochi giorni dal suo insediamento come 47° Presidente degli Stati Uniti.
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Il Primo Ministro indiano è stato tra i primi leader del mondo ad essere ricevuto da Donald Trump. Ciò contribuisce a rafforzare i legami tra Delhi e Washington che puntano su difesa, energia, commercio, tecnologia, cooperazione multilaterale.
Nei colloqui è emersa chiaramente la volontà americana di ribilanciare lo squilibrio commerciale tra i due Paesi. Gli Stati Uniti hanno infatti avuto da tempo un consistente deficit commerciale con l’India, ulteriormente aumentato durante la prima presidenza Trump. Gli strumenti per correggere questa tendenza si inseriscono nell’iniziativa denominata “US-India COMPACT (Catalysing Opportunities for Military Partnership, Accelerated Commerce and Technology) for 21st Century”, che ha lo scopo dichiarato di guidare il cambiamento attraverso alcuni settori chiave di cooperazione.
Tra essi quello della Difesa, che apre a nuove collaborazioni, coproduzione e vendita di prodotti americani (missili anticarro "Javelin", veicoli da combattimento per la fanteria "Stryker", altri sei velivoli di pattugliamento marittimo P-8I), revisione della loro politica USA di vendita all'India di caccia di quinta generazione F-35, snellimento delle procedure reciproche di acquisizione. Ciò potrebbe allontanare ulteriormente l’India dallo storico fornitore di armamenti, la Russia, che fino agli inizi degli anni Duemila forniva circa il 70% degli approvvigionamenti, e rafforzerebbe la posizione americana rispetto ai maggiori competitors (Francia, Israele).
In materia di sicurezza energetica, i due leader hanno rinnovato il loro impegno a favore del Partenariato per la sicurezza energetica tra i due paesi, nel settore del petrolio, del gas e dell'energia nucleare civile. Trump e Modi hanno concordato sulla necessità di incrementare la produzione globale di idrocarburi, in contro-tendenza rispetto agli sforzi globali sul cambiamento climatico. Gli Stati Uniti si sono proposti quale principale fornitore di petrolio e gas naturale all’India. Ciò potrebbe significare un cambio di rotta da parte di Delhi, che negli ultimi anni, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina, ha acquistato greggio dalla Russia a prezzi concorrenziali. Stati Uniti e India hanno annunciato il loro impegno a mettere in opera pienamente l'accordo nucleare civile USA-India 123, portando la costruzione in India di reattori nucleari progettati dagli Stati Uniti.
Per quanto riguarda il commercio bilaterale, è stato annunciato un nuovo obiettivo - la “Missione 500” - che mira a raggiungere 500 miliardi di dollari di scambi commerciali entro il 2030. Per rendere sostenibile tale livello di ambizione, i due Paesi negozieranno la prima fase di un Free Trade Agreement entro l'autunno del 2025. Gli Stati Uniti hanno accolto con favore le recenti misure adottate dall'India per ridurre le tariffe sui prodotti statunitensi come bourbon, motocicli, prodotti ICT e metalli.
Per quanto riguarda Tecnologia e Innovazione, il Presidente americano e il Primo Ministro indiano hanno lanciato un’iniziativa per catalizzare la collaborazione tra governo, università e settore privato per promuovere l'applicazione di tecnologie critiche ed emergenti. Tra i principali focus di questa iniziativa, Intelligenza Artificiale, spazio, energia, semiconduttori, minerali critici, materiali avanzati e farmaceutica.
In termini di cooperazione politica, è ribadita l’importanza del QUAD (peraltro l’incontro tra i quattro Ministri degli Esteri era stato il primo appuntamento di Rubio qualche settimana prima), il cui Vertice verrà ospitato a Delhi nei prossimi mesi. Si è sottolineata anche la centralità di ASEAN e l’impegno a rafforzare relazioni con i Paesi partner in Medio Oriente con l’obiettivo di investire in infrastrutture critiche e corridoi economici per promuovere la pace e la sicurezza nella regione. Nell’ottica di maggiore connettività nell'Oceano Indiano, le due parti hanno accolto positivamente l'annuncio da parte di Meta di un investimento multimiliardario e pluriennale in un progetto di cavi sottomarini che inizierà quest'anno e si estenderà per oltre 50.000 km per collegare i cinque continenti e rafforzare le autostrade digitali globali nella regione dell'Oceano Indiano e oltre.
Gli sforzi dell'India per stringere ulteriormente i legami con gli Stati Uniti sotto l'attuale amministrazione potrebbero comportare alcune sfide collaterali per il Paese. Delhi dovrà cercare l’equilibrio tra le proprie ambizioni di leadership nel Sud Globale e i rapporti privilegiati con un governo statunitense protezionista e unilateralista, arroccato sul principio dell’”America First”. Ciò a fronte di un’azione cinese sempre più capillare in Asia, Africa e Sud America - assertivamente, e strumentalmente, a sostegno del multilateralismo. Gestire questa complessa relazione e bilanciamento di interessi sarà la sfida per l’India negli anni a venire.